La posizione baricentrica di Pomarance all'interno di un territorio di indubbia attrazione storico-artistica (Pisa, Firenze, Siena, Volterra, Livorno, Massa Marittima), la ricchezza delle sue bellezze naturali e la cordialità dei suoi abitanti, fanno di questa località, posta a Sud della Provincia di Pisa, uno dei più interessanti centri della "Toscana minore", ancora oggi da scoprire turisticamente.
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Il panorama che vi si gode è molto pittoresco per i suoi boschi di querce e di castagni, per i suoi borghi distesi lungo le pendici dei colli, ma soprattutto per i "Soffioni Boraciferi" che conferiscono alla zona un aspetto quasi irreale. L'opera dell'uomo che ha saputo "imbrigliare" queste forze ritenute "diaboliche" fin dai tempi più antichi, ha consentito lo sviluppo di un grosso centro industriale e residenziale (Larderello) caratterizzato da moderne Centrali Geotermoelettriche per la produzione di energia elettrica. Esso è da considerare una delle maggiori risorse economiche di Pomarance e di tutto il comprensorio dell'Alta Val di Cecina. Situato sulla sommità di un colle, a 375 m. sul livello dei mare, dominante il bacino dei fiume Cecina, Pomarance è posto geograficamente in una delle zone dell´Alta Maremma Toscana denominata "Le Colline Metallifere".
Il suo territorio comunale è circoscritto approssimativamente a Nord Nord Est dalla Vallata dei fiume Cecina, a Sud dalla Vallata dei fiume Cornia, ad Ovest Nord Ovest dalla Valle dei fiume Trossa. La superficie dei territorio comunale è di Ha 22.754 e comprende ben 8 frazioni, già Borghi Medioevali: Larderello, Montecerboli, Lustignano, Libbiano, Micciano, Montegemoli, San Dalmazio e Serrazzano. La maggior parte della popolazione è impiegata negli stabilimenti industriali di Larderello (ENEL e Soc. CHIMICA LARDERELLO) e nelle attività ad essi collegate; una parte è dedita all'agricoltura e alla ovinicoltura e solo una minima parte si dedica alla escavazione e lavorazione della pietra di "alabastro" di cui il territorio di Pomarance è ricco.
L'Agriturismo, sviluppatosi in questi ultimi anni, è un'altra fonte economica per la presenza di turisti italiani e stranieri che trovano a Pomarance tranquillità e aria salubre nelle caratteristiche case coloniche, ristrutturate e dotate di campi da tennis e piscine. Gli antichi "Ruderi" (Rocca Siliana, La Pieve di San Giovanni a San Dalmazio), i "Borghi Medioevali", le Foreste Demaniali di Monterufoli, la cucina con i tipici "Ricciarelli Pomarancini", fanno di questo luogo, lontano dai grandi centri culturali, una buona occasione per una vacanza rigeneratrice nel fisico e nello spirito.
Tra le "Manifestazioni Folkloristiche" riveste un ruolo importante il "PALIO STORICO DELLE CONTRADE" che si svolge ogni anno la seconda domenicadi settembre. In questa gara i Terzieri, in cui è simbolicamente diviso il paese, si contendono il Palio mediante originali "Rappresentazioni Teatrali" su temi o personaggi storici. La presenza delle decine di figuranti in costume d'epoca può dare solo in minima parte l'idea dell'impegno che tutti i cittadini di Pomarance profondono per la buona riuscita di questa manifestazione tra le pi&ùgrave; importanti in tutta l'Alta e Bassa Val di Cecina.
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| Chiesa Parrocchiale |
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Interno Chiesa |
La struttura urbanistica di Pomarance è da ritenersi articolata in tre direttrici fondamentali rispetto al polo centrale di Piazza Sant'Anna dove ha sede il Municipio: il Centro Storico ad Est, lo sviluppo post bellico a Nord Ovest (Parco della Rimembranza, Parterre), le nuove costruzioni a Sud Sud Ovest (zona Gelso, Gallerone San Piero). Lo sviluppo urbano, attuato in seguito a precise indicazioni contenute nel Piano Regolatore Comunale redatto dal compianto Arch. L. Savioli, è caratterizzato da nuove residenze che ben si integrano tra gli spazi verdi ed i nuovi Impianti Sportivi (Stadio Comunale, Palestra Polivalente, Campi da Tennis, Centro Ippico di Santa Barbara). Sicuramente la parte pi&ùgrave; interessante dal punto di vista storico artistico è quella dei Centro Storico che conserva ancora, se pur rimaneggiata nei secoli, l'antica morfologia di "Curtes" fortificata con le Mura Castellane, le Porte, i Palazzi Medioevali e Rinascimentali e la antica Chiesa Romanica di San Giovanni Battista.
Considerato dagli storiografi uno dei pi&ùgrave; antichi castelli medioevali dei "Contado Volterrano", Pomarance, già Ripamaranci, è citato negli antichi documenti fin dal X secolo D.C., anche se numerose testimonianze archeologiche confermano una continuità di vita nel suo territorio fin dal IX secolo A.C. I pi&ùgrave; antichi reperti risalgono infatti al periodo Neolitico con il rinvenimento nel 1912 di tombe arcaiche in località "Arenicci", presso il podere Le Stoppiacce. Dei periodo "Vilianoviano" sono alcune suppellettili di corredo tombale rinvenute nel 1956 presso il podere La Colombaia (attuale I.T.I.S. Pomarance) a cui si aggiungono altri ritrovamenti precedenti come la "Stele di Larthi Atharnies", scoperta casualmente nel 1889 presso il podere Moscatelle e conservata nel Museo Archeologico di Firenze. Di notevole interesse sono alcune tombe etrusche dei V - IV secolo A.C., rinvenute nel 1934 sotto la canonica della Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista a Pomarance e nel 1969 presso il podere Santa Barbara in località "San Piero" (visitabili).
Ignota è l'etimologia del nome Pomarance che nei più antichi documenti troviamo citato come Ripamaranci, Ripamarancie, Ripomaranci ed in seguito Le Pomarancie fino all'attuale denominazione. Alcuni storici farebbero derivare il suo nome da una antica coltura di aranci seccati nel gelido inverno dei 1306; secondo Curzio Inghirami avrebbe preso tal nome dal legionario romano Marancio Pomario; altri lo farebbero derivare da "Ripa Marazza" (altura sulla palude) o da Ripa Marrancia, cioè rupe mancina o rupe sulla sinistra dei fiume Cecina; potrebbe anche derivare dalla denominazione degli etruschi, a noi sconosciuta, ipotizzata dal compianto Prof. Fiumi. Ripamaranci è citato per la prima volta in un racconto di un gruppo di cristiani guidati da San Regolo i quali, provenienti dall'Africa e sbarcati a Populonia (515 d.C.), si diressero verso Volterra facendo sosta a Pomarance. La leggenda vuole che uno di essi, San Giusto, lasciasse la propria impronta in una roccia di gabbro, posto lungo la via vecchia Volterrana e denominato ancora oggi "Masso di San Giusto".