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Comune di San Giuliano Terme

CENNI STORICI

San Giuliano Terme - Pisa


Cenni Storici

 

Alcuni reperti rinvenuti nelle grotte di Molina testimoniano la presenza dell'Uomo su questo territorio fino dall'età della Pietra; gli insediamenti continuarono attraverso il Neolitico e l'età del bronzo-ferro.Furono gli Etruschi a sfruttare per primi le cave di pietra calcarea e a dominare il territorio, lasciando tracce dei loro insediamenti, chiamati Castellieri, sui monti della zona.

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Gli Etruschi tramandarono importanza dell'estrazione del marmo e delle acque termali ai successori, i Romani. In tutto il territorio si sono ritrovate tracce dell'antica centuriazione romana, una suddivisione in lotti, di solito quadrati, delimitati da strade o canali, ai cui incroci erano spesso posti dei cippi di pietra. Dell'antico acquedotto che portava le acque curative fino alle terme di Pisa, tutt'oggi i resti sono denominati Bagni di Nerone, l'unico resto consistente è rappresentato dagli otto archi situati in località Caldaccoli, dal latino "Calidae acquae". Dopo la dominazione romana sono scarse le notizie pervenuteci. Nel 1112 la contessa Matilde iniziò un imponente lavoro di restauro delle Terme. Ai primi del 1300 San Giuliano fu fortificata e nel 1329 si parla della costruzione di una torre, da parte di Castruccio Castracani. La cittadina visse delle alterne vicende fra la Guelfa Lucca e la Repubblica Ghibellina Pisana, passando sotto il dominio ora dell'una ora dell'altra. La torre fu distrutta dai lucchesi nel 1397. La disfatta della Repubblica Pisana, nel 1406 accentuò il processo di declino del borgo che vide scemare tutte le speranze di risanamento.

Il paese era semidistrutto, le sue Terme ormai inesistenti, le cave esaurite; l'abbandono totale provocava un'espansione preoccupante nella zona paludosa.


Il Granducato di Toscana parve interessarsi alla tragica situazione di Bagni di San Giuliano, ed emanò due delibere, nel 1454 e nel 1461 per un tentativo di risanamento della zona, che non fu mai realizzato. Nel 1494 Pisa tentò di ribellarsi senza successo alla dominazione guelfa fiorentina; nel 1509 la città si assoggettò definitivamente alla dominazione del Granducato. Solo molti anni più tardi, quando Cosimo De' Medici divenne Duca di Firenze, si iniziò un'opera di ricostruzione della cittadina termale. Il cammino del risanamento iniziò con notevoli problemi, in quanto il paese era circondato da paludi.
I successori che si susseguirono alla guida del Granducato fecero ben poco per continuare nell'opera di ricostruzione. Solo la realizzazione di alcune opere migliorò la situazione: la costruzione del ponte e della strada di collegamento con Pisa; l'opera di prosciugamento del territorio con la canalizzazione del medesimo; la costruzione dell'acquedotto che portava l'acqua dalla Valle delle Fonti, ad Asciano, fino a Pisa, le cui arcate sono rimaste in gran parte ancora saldamente in piedi. In seguito Cosimo III De' Medici vendette all'Opera Pia della Casa della Misericordia di Pisa l'intero centro abitato, comprese le Terme. Con l'avvento dei Lorena a capo del Granducato, Bagni di San Giuliano risollevò la sua sorte.Furono costruiti gli edifici che tuttora compongono l'istituto termale, e fu eretta una chiesa dedicata ai Santi Ranieri e Luigi. Cominciarono a sorgere nuovi edifici, la popolazione aumentò anche grazie al realizzazione di imponenti le opere di bonifica. L'agricoltura cominciò a svilupparsi. Nel 1776 Bagni di San Giuliano fu decretato Comune.Dai primi del '900 si assiste in particolare ad un forte sviluppo dell'attività agricola e dell'allevamento.
E' nel 1903 che San Giuliano e Pontasserchio vogliono sperimentare la "fiera-mercato", riprendendo una tradizione ottocentesca e ancora oggi ricorrente, rispettivamente il 24 agosto ed il 28 aprile (v. Agrifiera).
Arriva poi la prima guerra e San Giuliano paga un alto tributo alla "grande chiamata" per combattere l'oppressione austriaca e seguita da soprusi e faziosità del nascente fascismo.
Anche la seconda guerra coinvolgerà fortemente queste popolazioni. Il 1944 vedrà tutto il Monte Pisano e la Pianura, teatro di asilo da parte dei sangiulianesi e molti sfollati, di guerriglie e di azioni partigiane contro una ferocia nazi-fascista indimenticata nei suoi crimini più efferati come quello de "La Romagna" dove ben 69 cittadini furono trucidati dalla barbaria tedesca. Il 2 settembre arriva la Liberazione ad opera della VIII° Armata Americana e poi una ripresa socio-economica, che ha visto le Amministrazioni elettive, dal 1946 in poi, compiere notevoli sforzi per garantire in modo qualificato i servizi socio-educativi fondamentali e rilanciare lo sviluppo.San Giuliano negli ultimi decenni è molto cambiata: trentamila abitanti, le sue zone artigianali, il termalismo in netta ripresa e con prestigiose manifestazioni culturali ed una comunità  fortemente influenzata dalla propria storia che concorre, con spirito partecipativo, alla crescita socio-economica del territorio per l'affermazione di uno sviluppo sostenibile sul piano ambientale e sociale congiunto ai valori della democrazia e della solidarietà.

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La costruzione del "Cafè House" è un po' il coronamento simbolico dell'opera di ricostruzione del paese segnando la tappa più significativa del ritorno allo splendore antico. Una costruzione imperiosa con otto archi sostenuti da dieci pilastri a formare un superbo rettangolo con la sua posizione sopra il paese, che domina la pianura fino a scorgere il mare e le isole.Bagni di San Giuliano si ripopolò rapidamente non solo di famiglie bisognose di cure, ma anche di visitatori molto in vista, creando un vero e proprio centro di villeggiatura di élite e di piccolo cenacolo intellettuale. Alfieri, Montaigne, Lord Byron, Luigi Bonaparte, Paolina Borghese, Gustavo III di Svezia, Percy Shelley, Giorgio IV furono, tra gli altri, ospiti delle Terme, a testimonianza della fama e del lustro di cui godevano in quel periodo.I Bagni erano famosi, oltre che per le capacità terapeutiche, per l'ambiente allegro, festoso, addirittura gaudente

 

 

LE TERME

 

Lungo la statale del Brennero che collega Pisa a Lucca, fiancheggiata da maestosi platani , si trova

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il Complesso Termale di San Giuliano, uno dei più accoglienti della Toscana.

I preziosi effetti di queste acque termali furono scoperti dagli Etruschi e poi dai Romani ( Plinio il Vecchio cita più volte le "aquae pisanae" ), che edificarono le prime strutture per sfruttarne i benefici.

Nell'800 ai "Bagni di S. Giuliano", per recuperare la propria essenza spirituale attraverso la purificazione fisica,si davano convegno letterati, scienziati ed artisti di tutta Europa come Montaigne, Alfieri, Lord Byron, Shelley.

 

L'acqua termale di San Giuliano è infatti ideale per combattere , in un vero e proprio "programma antismog " a difesa delle vie respiratorie, i vari problemi dell'apparato respiratorio: riniti, rinosinusiti, faringolaringiti,bronchiti. E' poi attiva nel potenziamento delle difese immunitarie attraverso le nebulizzazioni con vapori e sali minerali che regalano all'organismo e alla pelle una nuova vita migliorandone la funzionalità e, attraverso il "Centro Benessere", con un programma di interventi personalizzati associati a "piacevoli consigli" dietetici,l'idromassaggio in vasca, il trattamento con fanghi per le reumartropatie, e' in grado di trattare validamente le alterazioni circolatorie e gli inestetismi della cellulite.Il fitness con i massaggi linfodrenanti e dimagranti, la sauna, il biolifting facciale,le maschere di fango termale, la magnetoterapia ed altro ancora, completano il menu per il recupero della forma fisica.Le Terme di San Giuliano, oltre ai programmi termali, offrono anche la possibilità di conoscere la vasta rete di emergenze architettoniche, artistiche ed ambientali sparse sul suo territorio.Ville storiche, pievi romaniche, eremi, il Monte Pisano, il Parco Regionale di Migliarino - S. Rossore - Massaciuccoli, i diversi impianti sportivi, le iniziative culturali e di spettacolo organizzate dalla amministrazione comunale e la vicinanza a città d'arte come Pisa e Lucca, fanno di questo Centro Termale una meta ideale per trascorrere un indimenticabile soggiorno.

 

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Per Informazioni tel. 050.818047 / 050.817053

 

 

LE VILLE

Il  sistema delle cosiddette "ville storiche" si è venuto costituendo dal 1400 fino al 1800 grazie a molte famiglie pisane e fiorentine che scelgono di costruire queste residenze private ai piedi del Monte Pisano, attratte dalla ricchezza della natura e dalla mitezza del clima.
E' soprattutto nel 1600 e con la costruzione degli edifici termali nel 1700, che S.Giuliano Terme diventa un centro di attrattiva internazionale. In un secolo in cui l'utile è legato all' "accrescimento universale del lusso", il nuovo volto delle Terme divenne incentivo da abbellire, modificare e ampliare con le ville dei dintorni.  E' quindi in questo periodo che, nell'area del Lungomonte pisano, si sviluppa un itinerario dell'architettura di "delizia" che dagli ozi della campagna perviene ai luoghi mondani, di preghiera e di benessere. Le certose, le pievi, le terme, le ville, segnate dai profili delle cimase, dei fregi, dei coronamenti, spiccano ai piedi delle colline, presentando un unitario linguaggio.
Questi luoghi di delizia rappresentano oggi un esempio di continuità storica, culturale e produttiva che l'amministrazione comunale è impegnata a difendere e valorizzare con progetti e proposte indirizzate anche all'Unione Europea. Da alcuni anni, molte di queste ville sono state restituite alla loro originaria bellezza ed alcune utilizzate come centri ricettivi, di ristorazione e sede di eventi culturali ed artistici. Quello che segue rappresenta una invito al viaggio tra alcune delle più rilevanti testimonianze architettoniche.
Un percorso che da nord verso sud ci riporterà poi al capoluogo termale.

 

 

Villa Roncioni. Pugnano.

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Le prime notizie della proprietà di Antonio di Guelfo Roncioni a Pugnano risalgono al 1468, ma solo molto più tardi alcune descrizioni illustrano l'ordine e la chiarezza del palazzo e del giardino. E' con l'inizio del 1600 che si trasforma definitivamente la 'semplice' casa da cittadino in villa destinata alla villeggiatura, dando il via così ad una fase di trasformazioni ed ampliamenti. Interessanti le finte architetture che, come da un boccascena, si aprono a piccoli salotti con varie connotazioni tematiche. Per la villa diventa fondamentale la realizzazione del parco romantico di 50 ettari, iniziata nel 1826 . Di grande effetto architettonico è l'introduzione nel parco di un opificio: la bellissima fabbrica di seta denominata Bigattiera, in stile neogotica, realizzata da Alessandro Gherardesca. Sul modello dell'abbazia inglese di San Luca, questa opera spicca come una quinta, sul tappeto erboso del giardino creando una curiosa reciprocità tra i temi di città e di campagna. Suggestivo anche il bosco percorso da vialetti che segnano itinerari nella natura, con un alternarsi di scenari, giochi di luce e di ombre, specchi d'acqua, insieme alle architetture eclettiche. Tra la vegetazione si trovano anche le rovine di un castello mai completato e di una cappella neogotica. Da alcuni anni la villa è teatro di iniziative culturali e di cerimonie varie.

 

 

Villa Dal Borgo. Pugnano

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Realizzata in più momenti, dai primi anni del 1700, da Giovanni Saladino Dal Borgo. L'assetto attuale è articolato secondo uno schema a "U" che, in maniera neorinascimentale, modula i contorni delle aperture sulla successione degli ordini e conclude i corpi a torre con una terrazza balaustrata. Con un vano scale ipetrale, sui soffitti a volta vengono giocate tematicamente alcune diverse dilatazioni illusionistiche. Gli allestimenti decorativi sono attribuiti dal Da Morrona a Domenico Tempesti, padre di Giovanni Battista.Un giardino si sviluppa nella parte retrostante della villa dilatandosi verso architetture di corredo al verde come la limonaia, la piccola cappella in stile eclettico tardo-ottocento e la foresteria con dècor neorinascimentale.

 

Villa "Le Molina". Molina di Quosa.
La fondazione risale alla seconda metà del 1500 anche se la sua storia architettonica è contraddistinta sin dal 1640 da importanti interventi. L'attuale configurazione dell'edificio è il risultato di diversi interventi che tra il 1700 ed il 1800 si sono sovrapposti. Alla fine del 1700 risale l'articolazione degli spazi con la formazione della pianta a "U" che racchiude il giardino dei fiori (hortus conclusus) sul quale si apre il loggiato di ordine toscano. La struttura interna e le decorazioni sono caratterizzata da tessiture architettoniche trompe-l'oeil, ai modi rococò, alla cultura figurativa tra neoclassico e romantico.Risale al 1800 la sistemazione del parco circoscritto da un percorso anulare con presenza di una significativa cascata d'acqua.

Villa Berni Studiati. Molina di Quosa.
La costruzione risale agli ultimi anni del 1500 quando si decise di unificare una casa padronale ed una per i lavoratori, per ingrandirla e trasformarla in "villa". Nonostante i diversi passaggi di proprietà tra la fine del 1500 e l'inizio del 1800, la villa non subisce consistenti trasformazioni, salvo alcune modifiche alla fine del secolo scorso. Interessante l'estrema misura con cui è composto l'edificio, accentuata dalla sottolineatura delle aperture con cornici di quarzo e carbonato di calcio che rimandano alla tema della roccia artificiale e della "rustica" di gusto manierista.

Villa-Fattoria Alliata. Rigoli.
Trasformata in villa nel 1611, attualmente si trova in stato di grave abbandono tale da non consentire una lettura approssimativa della sua struttura storica. Il toponimo sembrerebbe identificare con questa, un complesso originariamente sul genere della fattoria fortificata che tra la fine del '500 e i primi del '600 finì per acquisire, insieme al ruolo di controllo della proprietà terriera, i connotati di luogo "per uso di villeggiare".

Villa Agostini Venerosi della Seta. Corliano.
".. ha il più bel palazzo che sia intorno a Pisa .." così Vincenzo Pitti nel 1616 descriveva l'estimo corrispondente alla proprietà di Corliano di Iacopo della Seta. La struttura è rettangolare, classica, ma addolcita con importanti decorazioni a graffito che ne alleggeriscono la simmetria della struttura con simbologie che annunciano le virtù domestiche e i buoni auspici per la campagna. Molto suggestivo il parco che crea un armonia architettonico-spaziale tra tutti i manufatti.

Villa Mazzarosa Prini Aulla. Pontasserchio.
Fu realizzata nella seconda metà del '700. Completamente distrutto il palazzo durante l'ultima guerra, il complesso comprende oggi il parco, la fattoria, i fabbricati colonici e la cappella che l'amministrazione comunale sta recuperando per restituirli ad un uso culturale e sociale. Interessante una visita al ribattezzato Parco della Pace, ai gazebi con finiture in gusto rocaille ed alle due limonaie in fase di ristrutturazione.

Villa Medicea. Arena Metato.
Costruita a metà del ‘500 è una delle poche ville, nella provincia di Pisa, abitata direttamente dalla famiglia dei Medici. Con la sua forma rettangolare, rappresentava il fulcro della villa-fattoria. Molto amata da Lorenzo il Magnifico che l'abitò con la sua corte di letterati ed artisti (da Poliziano al Gozzoli), la villa testimonia la presenza di modelli fiorentini nel contado pisano, aggiornati alle tendenze della cultura manierista. Con un impianto coerente con gli schemi funzionali delle ville medicee, la soluzione della facciata adotta un linguaggio consueto nei palazzi cittadini di metà cinquecento. La villa è circondata da uno splendido parco di un ettaro con alberi secolari e da frutto. La Villa Medicea, oggi dimora storica e visitabile per il pubblico, è stata ristrutturata su tre piani ed disponibile per permanenze brevi stagionali o lunghe residenziali, per manifestazioni, meeting e cerimonie.

Villa Tadini Buoninsegni. Agnano.
Residenza di caccia di Lorenzo il Magnifico, questa villa esprime bene il significato 'umanistico' della vita campestre e del rapporto con la natura.. L'impianto del palazzo si proietta sull'impianto del giardino e della sua peschiera ,con un percorso irregolare ad anello che si allontana dall'edificio per sfumare nel verde di una folta vegetazione di tigli, cedri, acacie, magnolie, alternati a boschetti di camelie, radure erbose ed arbusti in un parco che si sviluppa seguendo l'inclinazione del terreno.

Villa Poschi. Pugnano.

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Realizzata alla fine del 1700 da precedenti impianti databili tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600, è stata di recente ristrutturata e dedicata a locale di ristorazione e cerimonie. L'architettura e' incentrata su un tema consueto nelle ville di questa zona: impianto bloccato il cui fronte, segnato dalla frequenza delle aperture profilate da cornici in pietra serena, si estroflette dalla linea di gronda gravitando al fregio dove era collocata la meridiana. Si evidenziano ancora i caratteri settecenteschi di esteriorità e lusso della originaria condizione.

 

 

TORRI

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Altro itinerario storico-culturale, inserito in una natura ricca di scorci paesaggistici e biodiversità, è quello delle Torri e Castelli. Tra le presenze più importanti sul piano culturale ed archeologico proponiamo il Castello ( Rocca ) di Ripafratta che per secoli ha rappresentato il centro degli scontri tra i comuni di Pisa e Lucca , fino all'abbandono sotto il dominio di Firenze.
Una campagna di scavi iniziata nel 1983 ha portato alla luce materiale lapideo preistorico, ceramiche dell'età del ferro, reperti dell'età imperiale, medioevale, rinascimentale.
Così il colle che appariva esclusivamente sede di una fortezza medioevale diventa testimonianza vivente di una presenza antropica che risale alla preistoria a conferma del rilevante ruolo del Monte Pisano nei secoli.
Il sistema di avvistamento rappresentato dalla Rocca di Ripafratta, era completato da tre torri,
la Torre del Centino , la Torre Niccolai, la Torre anonima, tutte ubicate sulle alture dell'attuale borgo di Ripafratta.
Le prime si innalzano ancora a quota di circa 150 metri s.l.m. mostrando la loro caratteristica forma a pianta quadrata ed innalzandosi per 17 metri . Della terza restano esclusivamente i ruderi del basamento.

 

ARCHITETTURE RELIGIOSE

 

Sul territorio sangiulianese è rintracciabile e visitabile una ricca rete di architetture religiose che, fatta eccezione per il suggestivo monastero-romitorio paleocristiano di Rupecava e la Pieve di Rigoli (800), viene costruita prevalentemente, in "stile romanico", tra il 1000 ed il 1200.

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Il principale motivo di questa datazione risale probabilmente alla difficoltà da parte della Chiesa cattolica, dopo la caduta dell'Impero Romano, di erigere ovunque pievi e chiese senza urtare la suscettibilità dei "barbari" invasori dell'Italia.
Con l'incoronazione dell' '800 di Carlo Magno e soprattutto con la vittoria nel 1100 della prima Crociata, la chiesa poté coronare le sue attese ed inaugurare un'organizzazione ecclesiale in grado di avere un forte peso politico anche sulle autorità laiche locali.

Si registra allora il cosiddetto "boom" delle chiese erette nei castelli, nei borghi, nelle città o nelle piazze dei mercati, anche in diretto antagonismo dei "palazzi del popolo" e dei pochi castelli rimasti. Lo "stile romanico" viene sostanzialmente scoperto a imitazione delle antiche vestigia romane ancora superstiti e realizzato con una tecnica "primitiva e povera" utilizzando, nei "muri a secco" ,le pietre. Prediletto spesso da anonimi capomastri, all'architrave, l'arco romano a pieno sesto, ed alle colonne spesso "riciclate" ,vengono affiancati efficaci pilastri anch'essi in muro a secco.
Nel 1200 si assiste ad un consolidamento dello stile romanico, accostando, per esempio, il marmo alla pietra, ma con uno slancio che si esaurirà nel 1300 quando al "romanico" seguirà lo "stile gotico" che alla pietra prediligerà il "cotto". Uno stile che sarà il preludio alla costruzione, accanto alle chiese, di ambiziose abitazioni a cui seguiranno le ville ed i palazzi del 1400 e 1500.
Accanto a quella in stile, è comunque presente un'altra architettura religiosa con presenze anche di epoche più recenti, ma caratterizzanti spesso il costituirsi di comunità locali
.In una sorta di itinerario delle architetture religiose possiamo decidere di partire dal Nord del confine comunale dove, a Ripafratta, si trova il monastero-romitorio chiamato Eremo di Rupecavo - famoso sin dai riti Bacchici e Lupercali -, nelle cui due grotte fu istituito un refettorio per i monaci e dove,nel 1600, pare si fermò anche S. Agostino d'Ippona per compilarvi il "De Trinidade". Nella solita frazione, da vedere la chiesa di S. Bartolomeo e quella della Compagnia del SS. Sacramento.

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A Pugnano si trova la pieve di S. Maria e S. Giovanni (1050) ed il monastero di S. Paolo di Pugnano (1086). La prima con un'unica ed ampia aula rettangolare con tribuna semicircolare e con duecentesca aggiunta della seconda navata anch'essa absidata, fino alla seconda guerra era dotata di una maestosa Torre Campanara , oggi ricostruita . Della chiesa del monastero di S.Paolo rimangono fortunatamente le strutture originali utilizzate come supporto del ripristino romanico dell'edificio rovinato nel 1168 dai lucchesi. La chiesa primitiva era ad una navata absidata con facciata priva di elementi plastici con arco a pieno centro rialzato ed architrave monolitico. Successive modifiche tra il 1100 e 1200 hanno impreziosito la facciata con alcuni elementi architettonici.
A Rigoli si trova la Pieve di Rigoli, una perla architettonica dell'VIII secolo. Unica chiesa del territorio con ampia struttura a tre navate, ciascuna delle quali con abside semicircolare, conserva tracce della sua formazione come una delle più antiche testimonianze "viventi" di chiesa battesimale, con vasca custodita all'interno.


Si può ammirare all'interno un quadro della Vergine ritenuto opera del 1400.

Altra pieve romanica è quella di Limiti di Pappiana, denominata pieve di S. Maria Assunta.
La pieve risale al 1100, con facciata in conci di pietra sovrapposti in linee perfettamente assestate e con un ingresso dato da stipi monolitici sorreggente un possente architrave. A Orzignano troviamo la chiesa di S. Bartolomeo.
Nella frazione di Metato rintracciamo la chiesetta di S. Cassiano, che presenta in facciata un anonimo aspetto neogotico di stampo ottocentesco, ma che in realtà conserva sotto l'intonaco, le strutture di un edificio molto antico, riportate alla luce recentemente all'interno e nella sola abside all'esterno.
A Campo troviamo una chiesa intitolata a S. Bartolomeo le cui strutture più antiche risalgono al X - XI secolo. Sempre a Campo da visitare la chiesa di S. Lorenzo.
Una datazione prossima a questa chiesa, è possibile attribuire alle strutture originali della chiesa di S. Giovanni di Ghezzano, già ricordata nel 1504 in località Piagge. Suggestiva è la chiesa di S. Maria di Colle Mirteto che conserva ancora integre, ad Asciano, le strutture risalenti al IX secolo. Ricordata nel 1150 come dipendente del monastero fortificato di S. Michele di Verruca, presenta ancora una interessante arcaicità di motivi decorativi delle mensole di stipite del portale della facciata e delle quattro mensole a prospetto della chiesa. Pianta a navata unica con abside semicircolare.
Ad Agnano possiamo visitare la chiesa intitolata a S. Girolamo e a S. Jacopo. Altre presenze romaniche ad Asciano, sono la chiesa romanica di S. Gerolamo e quella di S. Giovanni.
Tornando al Capoluogo di S. Giuliano, in località Bottano a Gello, si può scoprire in una corte l'antica chiesa di San Cristoforo, oggi detta "dell'Assunta" , con una facciata ancora ben conservata risalente al periodo della sua edificazione, agli inizi del 1200.

 

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